Lino Sabìa PDF Stampa E-mail
Per Lino Sabìa l'opera prende vita dall'immobilità e dalla non azione, come se si formasse “nell'occhio” ancor prima di essere visibile. Affascinato dal soggetto di genere fantasy - ma non solo - lavora dipingendo in acrilico su tela, cartone, legno, prediligendo il supporto piatto. Si avvale della fotografia e dei programmi digitali, mirando all'impasto formale che successivamente realizza sui supporti tradizionali con svariate tecniche (dalla pittura alla lavatura di spray, alla modellatura). Ad esempio fotomontaggi realizzati su fotogrammi di film sono riproposti su supporti tradizionali, oppure illustrazioni di soggetti narrativi sono elaborati prima pittoricamente e poi ristudiati in digitale. La competenza sulle tecniche d'illustrazione gli viene dall' ISA di Urbino ("Scuola del Libro") in cui apprende la necessità di considerare la propria creatività come materia morbida e malleabile e mai come pietra. L'esempio che contiene in sé la giusta miscela di precisione tecnica e di realismo delle parti è ciò che lo spinge a migliorarsi. Attento alla lezione dei maestri delle Graphic Novels come Sam Kieth, Frank Miller, Brian Bolland e soprattutto all'iperrealismo di Alex Ross, lavora artigianalmente sul disegno e su nuovi materiali, manipolando il proprio materiale creativo in territori sempre nuovi e illimitati.
 

Sabato, 19. Maggio 2012

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