Cosmologia: il sistema solare di Nebvarasa PDF Stampa E-mail
cosmologia Il mondo di Neir è un mondo piuttosto antico, eppure scarsamente esplorato e popolato. Le terribili guerre e invasioni demoniache che ne hanno turbato l’equilibrio in ere passate, hanno impedito alle razze mortali di espandersi troppo al di là dei confini delle loro terre di origine. Il mondo conosciuto è costituito dai continenti di Neir (da cui appunto il pianeta prende nome) a oriente, e Larass’hra (Terra dei Draghi) ad occidente. Solo i draghi più saggi e antichi sono a conoscenza di altre terre al di là del vasto oceano. Frattanto, l’avvento della Notte Eterna ha concentrato gli sforzi degli studiosi verso le profondità del cielo, rimandando per il momento l’esplorazione del pianeta.

Nell’orbita di Neir gravita un unico satellite, gigantesco, che per semplicità qui chiameremo Luna (ma vanta moltissimi nomi a seconda del linguaggio).

Il sistema solare di cui fa parte il mondo di Neir è sconfinato, ed è noto con il nome draconico di Nebvarasa: esso si suddivide nelle dimensioni della Materia e dello Spirito.

La Dimensione della Materia, a causa delle turbolenze magiche che ne scuotono gli abissi cosmici a intervalli di anni è scarsamente esplorata. Si conoscono alcuni pianeti, ma di molti altri si ignora addirittura l’esistenza. Secondo gli astronomi, di questi pianeti ve ne sarebbero addirittura di abitabili, ma quale sia stata la loro sorte dall’avvento della Notte Eterna, è difficile a dirsi. Si tratta quasi sempre di mondi più giovani rispetto a Neir e Hadaknaton, contraddistinti da una forte attività vulcanica.

Fra i mortali sono i sapienti, razza originariamente aliena al mondo di Neir, a scrutare con più insistenza gli abissi insondabili di Nebvarasa. Eppure, molte delle scoperte di cui i sapienti si vantano oggigiorno, furono insegnate ai loro avi dai draghi molte ere addietro. In altri casi, fu la follia degli arcimaghi sapienti a scoprire mondi che sarebbe stato meglio ignorare per l’eternità… è il caso di Hadaknaton, lontanissimo pianeta ai confini tenebrosi di Nebvarasa.

Hadaknaton è un deserto di pietra, di ossa e di buio. Nessuna luce, neppure quella di un dio o di un potentissimo incantesimo, ha mai brillato in questo regno di tenebra.

Hadaknaton è la dimora dei Loy’ach, gli spiriti della Distruzione, le creature più perverse che mai furono generate. Gli stessi Dei sono schifati da questo luogo e se ne mantengono alla larga. Nel lungo scorrere delle Ere, un solo mortale, Najestarr il Tiranno, osò varcare i confini di questo mondo, e in tal modo sigillò la rovina della sua razza.

Della Dimensione dello Spirito, invece, poco è noto ai draghi e quasi nulla alle razze inferiori. Si da per scontato che la dimensione dello spirito sia dominata da Rengaria: l’immenso mondo dove la Triade ha regnato indisturbata per ere immemorabili e dove le divinità e le loro armate combattono la secolare Guerra Celeste. Se le leggende dicono il vero, Rengaria sarebbe grande almeno 10 volte Neir! A Rengaria si può giungere solo in due modi: tramite potentissime magie, oppure varcando il portale interstellare di Aej’Nagrizzt (nella regione nota come “Cenere di Lanie”).

La Dimensione dello Spirito accoglie quei piani che i mortali chiamano nella loro stoltezza “inferno” e “paradiso”. Di piani come questi ne esistono innumerevoli, ma i rispettivi più rappresentativi sono il Monte delle Anime Perdute e le Isole dei Virtuosi.

Il Monte delle Anime Perdute in origine era il corno di un essere primevo, risalente a un’era dimenticata dagli stessi dei. Nubi nere e viola opprimono l’atmosfera del piano, scosso da tuoni fragorosi e fulmini accecanti. Con il trascorrere degli eoni, la roccia del Monte è stata scavata e logorata dai venti e dai fulmini in sculture raccapriccianti. È nelle viscere della montagna che le anime trovano rifugio: qui, attraverso tunnel labirintici sorvegliati da fameliche bestie demoniache, alcuni giungono nella Città Senza Nome, un’immensa megalopoli costruita nel cuore del piano.

La Città Senza Nome è circondata per ogni lato da baratri senza fondo, e le sue mura megalitiche e affilate come artigli possono essere raggiunte solo tramite uno stretto ponte di pietra sospeso nel vuoto. In questa città senza legge né morale, i malvagi regnano sui malvagi. È un luogo di eterno intrigo, di faida, dove le anime lottano per arrivare ai vertici del potere e rimanervi finché possibile. Da secoli ormai il signore del piano è Tenebris. Assiso sul trono di acciaio della Città Senza Nome, Tenebris difende la sua autorità con il terrore, in attesa di fare ritorno su Neir e vendicarsi dei discendenti di coloro che osarono spodestarlo!

Se esiste una lezione da apprendere, una condanna da scontare in questo paradiso dei dannati, forse è il rimorso che alcune anime provano di fronte alla meschinità della loro nuova esistenza.

Le Isole dei Virtuosi, al contrario, sono un luogo di splendore: un arcipelago di isole sospese nel cielo, in un’atmosfera di perenne serenità e beatitudine. In questo luogo, le anime di coloro che hanno agito con rettitudine in vita possono contemplare e immergersi nella sublime bellezza del piano, dimentichi delle sofferenze mortali. La cortina di nubi che circonda l’arcipelago è una nebulosa, dove le stelle iridescenti brillano come gioielli sempiterni. Le Isole dei Virtuosi non hanno un Signore, né sudditanza. Con il tempo, le anime dei puri di cuore entrano talmente in armonia con l’atmosfera del piano, da esserne assorbite e scomparire.

Un tempo, erano gli dei della Triade a decretare a quale di questi piani fossero destinate le anime. Ma con l’avvento della Guerra Celeste, i rispettivi Signori dei piani si sono impadroniti di tale diritto e spetta a loro giudicare, premiare o condannare le anime.
 

Domenica, 05. Febbraio 2012

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